Come si Visita la Grotta Azzurra d’Ayas

Non so dalle vostre parti – da noi, in Val d’Ayas, – c’è gente che incomincia a scattare foto delle cime e le invia agli amici, per testimoniare l’arrivo della ‘prima’ neve. Calma… siamo a ottobre… prima del bianco c’è ancora la stagione autunnale, ogni giorno, la montagna ci offre emozioni di colori differenti. Forse è il momento in cui la montagna è più straordinaria. Ma i patiti della neve incominciano ad affilare le lamine dello snowboard e degli sci e a raccontarsi le escursioni un po’ diverse, gli scorci nuovi, le chicche che riempiono il cuore di bellezza, senza stravolgere di fatica.

Questa è la mia passeggiata invernale a una grotta di ghiaccio azzurra e incantata che d’estate non c’è, perché è solo un pendio scosceso da cui si getta una cascata – e non è neppure divertente arrivarci perché non c’è sentiero, insomma, è sdirupata.

Dalla mia finestra al Crest la controllo: per ora l’acqua scorre, però entro la fine di novembre, le pareti di ghiaccio si saranno solidificate e pian piano avranno formato una grotta segreta e bellissima.

Le foto, come al solito, possono dare un’idea, ma non possono fare sentire nella pelle e nel respiro l’emozione che dà essere racchiusi in un ambiente di gocce d’ acqua che hanno cambiato stato e da fluide sono diventata colonne, muri, lastre da cui si intravvede la valle e l’azzurro del cielo.

Sembra tutto immobile, consolidato in un blu chiaro da film di animazione, ma nel silenzio si sente un impercettibile movimento, – il battito – dell’acqua che ricorda che è un Elemento mutevole e qui è liquida e solida, immobile e veloce nello stesso istante.

E’ come trovarsi nel cuore sacro della montagna, ci si sente riverenti e grati per la bellezza e la sacralità che ci viene offerta. La Terra e l’Acqua, le nostre grandi Madri.

Ma non è la sola emozione! Via le ciaspole, mettiamo gli sci e lo snowboard e c’è una discesa divertente nella ‘polvere Rosa’ nella vallata di Pian Long, poi sotto il villaggio di Cunéaz – dieci minuti di risalita e un buon caffè o una birra e una fetta di torta al rifugio Aroula – oppure si scende dritti al Crest o fino in fondo a Champoluc.

E’ un’escursione di una o due orette, (io ce ne metto due perché sono nonna) Si parte dal Crest, all’ arrivo della funivia si scende a destra verso la partenza della via per il Perrin. Superato il ponticello del torrente si tolgono gli sci o lo snowboard e si mettono le ciaspole. Nel mio caso, anche nella foto, ho messo gli Snowfoot – un’innovativa racchetta da neve leggera e compatta – che il mio compagno stava testando, per salire più velocemente, più agilmente e in sicurezza.

Salite lungo la montagna verso le due cascate …le pareti di ghiaccio azzurro più a destra sono la vostra meta.

Passo dopo passo, avvicinatevi, inerpicatevi e guardate dietro.

Vedo che anche quest’anno la grotta azzurra si sta formando. Tra pochi mesi tornerò.

 

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